In quest' Anno dedicato all'Apostolo Paolo (28 giugno 2008 - 29 giugno 2009) il nostro Arcivescovo Mons. Fabio Bernardo D'Onorio ha stabilito che nella nostra Chiesa parrocchiale dedicata a San Paolo si potrà ricevere INDULGENZA PLENARIA in quattro distinti giorni secondo il decreto vescovile, il primo dei quali è l'8 dicembre, anniversario della dedicazione della Chiesa e della consacrazione dell'altare per mano di Mons. Lorenzo Gargiulo, di venerata memoria. Vogliamo ringraziare di cuore il nostro amato Arcivescovo Fabio Bernardo per questo dono così grande.
Ma cosa è l'indulgenza? Per capirlo bisogna partire dalla "comunione dei santi", realtà mistica che noi professiamo nei Credo. La "comunione dei santi" è un legame profondo ed uno scambio di beni spirituali fra coloro che sono già in Paradiso, coloro che sono ancora nel Purgatorio e noi ancora pellegrini su questa terra. In questo meraviglioso scambio la santità di ciascuna anima giova a tutte le altre anime molto e molto di più di quanto il peccato di uno danneggi tutti.
Inserita in questa meravigliosa realtà della "comunione dei santi", la Chiesa, in virtù del potere che ha di legare e sciogliere ricevuto da Gesù, può dischiudere il vero e santo Tesoro della Chiesa e permettere quindi ad una persona che si pente dei suoi peccati di essere più rapidamente ed efficacemente purificata dalle pene temporali dovute per i peccati commessi. Così come può permettere ad un'anima del Purgatorio di raggiungere presto la Casa di luce e di pace. Il Tesoro della Chiesa è composto dagli infiniti meriti di Gesù Cristo e da quelli delia beata Vergine Maria, di tutti i santi e di ogni anima che si impegna a vivere nella volontà di Dio.
L'indulgenza è quindi la remissione della "pena temporale" per i peccati commessi, già assolti quanto alla colpa attraverso la Confessione sacramentale. Ricordiamo che il peccato ha una duplice conseguenza: (1) la pena eterna per i peccati gravi, owero l'incapacità di conseguire la vita eterna, nel caso non ci si penti; (2) la pena temporale, anche per i peccati veniali, cioè una pena riparatrice del fatto di essere disordinatamente attaccati a un bene creato. Questa pena temporale va scontata o in questa vita o nell'altra, nel Purgatorio.
L'indulgenza plenaria può essere lucrata per se stessi oppure per i defunti (ma non per altre persone viventi) una sola volta nel giorno stabilito. Per lucrare l’Indulgenza plenaria occorre fare la Confessione sacramentale (anche nei giorni antecedenti o seguenti il giorno stabilito, non oltre quindici giorni dopo); ricevere la Comunione eucaristica; fare la visita a questa Chiesa dedicata a San Paolo per recitare il Credo e pregare secondo le intenzione del Papa (il Padre Nostro, l'Ave Maria, il Gloria ed una invocazione all'Apostolo Paolo). Occorre inoltre che sia escluso qualstasi "affetto" verso il peccato, anche veniale. Quest'ultima condizione renda l'indulgenza plenaria "un dono impegnativo" per ogni anima! Il fine che la Chiesa si propone nell'elargizione delle indulgenze, non è solo di aiutare i fedeli a scontare le pene temporali del peccato, ma soprattutto spingerli a compiere opere di pietà, di penitenza e di carità.
Vi auguro, insieme a Don Massimo, che da pochi mesi abbiamo accolto con gioia e gratitudine quale nuovo Viceparroco, una buona festa dell'Immacolata, come anche di accrescere il santo Tesoro della Chiesa vivendo in pienezza la meravigliosa avventura del Vangelo.
Don Stefano